2026

La Parata del Minestrone di Comunità

durata

Variabile

destinatari

Tout public

“Lo spazio di vita diventa uno spazio di gioco, dove le relazioni fra le persone e le cose non appaiono più come sono, ma come potrebbero essere, liberando così le loro potenzialità nascoste e la loro disponibilità a essere ripensate in forme inedite di partecipazione, resistenti a qualsiasi omologazione sociale e culturale.”

– Fabrizio Fiaschini, “La Parata del Minestrone, ovvero il gioco sovversivo del teatro”

La Parata del Minestrone di Comunità è una sfilata musicale e teatrale che si muove tra le strade di un quartiere o di un paese, coinvolgendo la cittadinanza in un rito teatrale giocoso e partecipato. Il format, apparentemente semplice, poggia su solide basi metodologiche tratte dal Teatro Sociale e di Comunità, da concetti antropologici e da un attento lavoro di
sviluppo di comunità.

Il “rito” centrale prevede uno scambio dinamico e partecipativo: gli artisti, accompagnati da una banda musicale e dalla cittadinanza desiderosa di partecipare, si muovono lungo le vie chiedendo alle persone affacciate a finestre e balconi di lanciare una verdura – qualsiasi verdura abbiano in casa. I prodotti vengono afferrati al volo con grandi lenzuola, mentre il rullo di tamburi della banda trasforma il momento in una performance collettiva straordinaria.

I partecipanti alla parata e coloro che hanno donato le verdure sono invitati a ritrovarsi successivamente per condividere il minestrone preparato con tutti i prodotti raccolti in un evento comunitario. La preparazione stessa del minestrone è un momento aperto e collettivo per la comunità.

La Parata ha anche una versione dedicata ai mesi caldi,La Parata della Macedonia di Comunità, in cui le persone partecipanti sono invitate a donare frutta per la preparazione di una grande macedonia da condividere durante l’evento comunitario.

Creare una narrazione condivisa.
La Parata è l’esito di un percorso artistico partecipato con la collaborazione di associazioni e gruppi locali per creare un racconto corale del territorio, messo in scena dai residenti stessi attraverso visual storytelling e performance teatrali. La Parata è infatti profondamente radicata nelle comunità locali che abitano i territori coinvolti e tutte le storie raccontate durante l’evento derivano dal dialogo e dalla co-creazione con cittadinanza e gruppi locali. Questo processo permette a voci diverse di convergere in una storia unica, rompendo l’isolamento delle singole “bolle” sociali e valorizzando le risorse del paese.

Rafforzare le relazioni.
L’evento promuove legami di cura e fiducia tra i cittadini e verso lo spazio pubblico, quindi promuove il benessere della collettività. Si ispira al concetto di “baratto artistico” sviluppato dall’Odin Teatret, connesso al concetto antropologico di Reciprocal Giving and Gift Economy (Marcel Mauss): lo scambio di un oggetto – in questo caso, una verdura o un frutto in cambio di uno spettacolo e di un momento condiviso – agisce come catalizzatore di fiducia e rafforza l’idea che abitare lo stesso spazio ci porti a riconoscerci come parte dello stesso mondo. Il processo di creazione attiva e condivisa di un evento coinvolgente per il territorio favorisce la conoscenza reciproca e rafforza le relazioni esistenti, costruendone al contempo di nuove, innescando processi di costruzione e consolidamento della fiducia che si oppongono ai sentimenti di solitudine e paura. Crediamo che la natura trasformativa di questo format artistico risieda proprio in questo processo: la pratica teatrale permette di rafforzare le relazioni dirette e quotidiane, che sono la vera leva del cambiamento.

Equità e coesione sociale.
Il Teatro Sociale e di Comunità opera per l’equità, dando a ciascuno gli strumenti necessari per essere parte della stessa storia, unendo voci vicine e lontane che, collettivamente, danno vita a una narrazione corale e unica. La Parata offre uno spazio sicuro dove le diverse realtà del territorio possono autorappresentarsi attivamente, dando voce e valore anche alle sfide quotidiane senza censurarle e mettendone in luce le risorse vitali e trasformative. L’evento facilita il contatto tra le persone all’interno dello stesso territorio, offrendo loro, simultaneamente, spazi sicuri in cui raccontare la propria storia e sentirsi visti. In questo modo, rafforza attivamente il capitale sociale, un fattore chiave per il benessere individuale e della comunità.

Transculturalità e adattabilità.
L’immagine di un pasto condiviso è universale e attraversa ogni cultura. Il Minestrone e la Macedonia stessi sono piatti tradizionali il cui gusto dipende proprio dalla varietà delle verdure e dei frutti scelti, fungendo da potente metafora della comunità accogliente e multiforme che il format artistico mira a promuovere. L’atto collettivo di contribuire, preparare e condividere il minestrone o la macedonia trasforma un evento culturale in un atto tangibile di cura reciproca, incarnando il passaggio da una cura intesa come semplice intervento a una cura come pratica collettiva e vitale. Questo format, già testato con successo a livello internazionale (dalla Svizzera all’Etiopia, dalla Norvegia alla Francia), dimostra una grande capacità di adattarsi a contesti territoriali, sociali e culturali diversi, mantenendo sempre un’altissima qualità artistica.

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